Posso denunciare il mio medico e l’Asl per un ritardo nella diagnosi?

Intervista all’Avvocato Stefano Mascini  di Diritti del Paziente  pubblicata sul settimanale “Starbene” gruppo Mondadori.

“Posso denunciare il mio medico di base e l’Asl per un ritardo nella diagnosi?
Mia padre si è rivolto più volte al pronto soccorso per acuti mal di schiena, ottenendo un’identica diagnosi: lombosciatalgia. I dolori però non passavano; per tre mesi ha chiesto al medico di famiglia di effettuare una visita domiciliare di controllo. Lui si è rifiutato di uscire, sostenendo che la diagnosi dell’ospedale era perfetta. Abbiamo portato mio padre a Roma: tumore al pancreas. Ho sporto denuncia contro il pronto soccorso dell’ospedale. Posso agire anche nei confronti del medico di base e della Asl, per mancata prestazione e ritardo nella diagnosi?”
Antonia P. Napoli

Se il medico di famiglia sbaglia, è responsabile dell’errore, cosi come a Asl“, risponde Stefano Mascini, avvocato del Foro di Genova.

“Una sentenza della Cassazione (6243/15) ha riconosciuto che tra medico di base e Asl c’è un rapporto di convenzionamento. Come tale, l’Asl deve rispondere di eventuali fatti illeciti commessi nella prestazione sanitaria dal medico di base. Nonostante ciò, nel tuo caso, non ci sono gli estremi per rivalerti sul tuo medico e neppure sul’Asl: non visitando tuo padre a casa, il tuo curante non è venuto meno a una sua prestazione“.

ritardo nella diagnosi

L’attività del medico di famiglia, infatti, si svolge prevalentemente nel suo studio, o nel suo ambulatorio, e la visita domiciliare è una richiesta legittima solo in caso di “non trasferibilità” del paziente. Non era il caso di tuo padre che si è recato più volte al pronto soccorso. Il medico di base era inoltre al corrente della sintomatologia di tuo padre e dei vari accessi in ospedale, dove era stato visitato e sottoposto ad accertamenti sicuramente più accurati di quelli che avrebbe potuto assicurargli durante una visita domiciliare: pertanto non ricade su di lui la responsabilità di una ritardata diagnosi”.

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